Roland DG presenta le novità di fine 2026.
Il 2026 di Roland DG non si sta caratterizzando per un singolo lancio, quanto per una serie di novità che, osservate nel loro insieme, raccontano una direzione piuttosto chiara.
Le innovazioni arrivate ampliano ulteriormente il quadro: TrueVIS AG-640, VersaObject IO-300 e RC-300 Series portano Roland DG rispettivamente nel latex, nella stampa UV industriale e nella decorazione diretta di oggetti cilindrici.
Tecnologie differenti, destinate ad applicazioni e mercati altrettanto diversi, ma accomunate da una stessa logica: aumentare il numero di situazioni nelle quali la stampa digitale può entrare concretamente nel processo produttivo di un’azienda.
Dietro questa evoluzione c’è anche un cambiamento della domanda.
Le aziende devono gestire più varianti, quantitativi più ridotti, personalizzazioni frequenti e tempi di risposta sempre più stretti. In questo scenario la produzione digitale diventa interessante non soltanto perché permette di stampare diversamente, ma perché può ridurre le attività di preparazione, rendere più semplice produrre on-demand e aumentare il controllo interno sulle lavorazioni.
TrueVIS AG-640: il latex entra nella famiglia TrueVIS
Con TrueVIS AG-640, Roland DG entra nel segmento latex con una soluzione print&cut da 64″.
La piattaforma utilizza gli inchiostri TA2 e può essere configurata con CMYK, bianco, arancio e rosso. Il taglio è integrato e le applicazioni spaziano dalla comunicazione visiva alle vetrofanie, dalla decorazione di veicoli agli allestimenti, fino a decal e interior decoration.
Il punto interessante, però, non è semplicemente l’arrivo del latex nella famiglia TrueVIS.
Per chi lavora nella comunicazione visiva significa avere una possibilità in più da valutare in funzione dei supporti utilizzati, delle applicazioni richieste e dell’organizzazione della produzione.
In alcuni casi può essere utile per ampliare le lavorazioni gestite internamente, affrontare materiali specifici o rispondere a commesse che presentano esigenze differenti rispetto a quelle normalmente gestite con le tecnologie già presenti in reparto.
La questione, quindi, non è stabilire quale tecnologia debba sostituirne un’altra.
È capire quale soluzione risponde meglio a una determinata combinazione di materiali, volumi, tempi, finiture, costi operativi e destinazione finale del prodotto.
RC-300 Series: la decorazione direttamente su oggetti cilindrici
Un principio simile si ritrova nella RC-300 Series, sviluppata per la stampa UV diretta su oggetti cilindrici e leggermente conici.
Con una configurazione colori CMYK, Doppio White, Gloss e Primer e una larghezza di stampa massima di 300 mm , RC-300 Series può stampare su bottiglie, contenitori, articoli promozionali e packaging in tiratura limitata. La variante RC-300c è pensata in particolare per la decorazione di bottiglie trasparenti e traslucide non riempite con dimensione massima di 127 x 355 cm, con 10° di angolatura massima.
Qui cambia soprattutto il modo di intendere la personalizzazione.
In molte produzioni la decorazione di un oggetto passa ancora da un’etichetta, un adesivo o un elemento stampato da applicare successivamente. Con la stampa diretta, invece, la grafica viene realizzata sulla superficie stessa del prodotto.
Per produttori, brand, converter e aziende che gestiscono internamente la personalizzazione, questo approccio diventa particolarmente interessante quando aumentano le varianti e diminuiscono le quantità richieste per ogni singolo soggetto.
Non significa necessariamente arrivare a produzioni completamente personalizzate pezzo per pezzo. Significa però poter gestire con maggiore elasticità versioni differenti dello stesso prodotto, edizioni limitate, produzioni locali o commesse realizzate solo quando vengono effettivamente richieste.
La stampa digitale assume quindi un ruolo diverso: non è più soltanto uno strumento per produrre grafiche, ma una tecnologia che entra direttamente nel ciclo di personalizzazione del prodotto.
VersaObject IO-300: il digitale entra nella produzione industriale
Con VersaObject IO-300 si entra in un ambito ancora diverso.
Roland DG la presenta come una flatbed UV industriale, pensata per produzioni diversificate e a basso volume, con possibilità di stampa su materiali come plastica, metallo, vetro e compositi con dimensioni massime di 800 x 545 mm, 204 mm di altezza e fino a 20kg di peso.
Con una configurazione colori CMYK, Bianco e Gloss trova tra le applicazioni indicate troviamo componenti industriali, targhette, pannelli di controllo, alloggiamenti e altri elementi funzionali.
Qui il passaggio è significativo, perché la stampa digitale esce dal perimetro più tradizionale della comunicazione visiva e diventa una vera fase del processo manifatturiero.
Per aziende che oggi utilizzano serigrafia, tampografia o altri sistemi tradizionali di decorazione, una piattaforma di questo tipo può diventare interessante soprattutto quando aumentano i piccoli lotti, le varianti, le personalizzazioni o la frequenza dei cambi di soggetto.
È proprio su queste produzioni che alcuni dei vantaggi del digitale diventano più evidenti.
Ridurre le attività necessarie per avviare un nuovo lavoro significa poter passare più rapidamente da un soggetto all’altro, produrre quantitativi limitati quando servono e gestire internamente lavorazioni che, in altri casi, potrebbero richiedere maggiori tempi di preparazione o essere affidate all’esterno.
L’obiettivo non è necessariamente sostituire i processi analogici.
Più spesso si tratta di affiancarli, lasciando alle tecnologie tradizionali le produzioni per le quali continuano a essere più efficienti e utilizzando il digitale dove variabilità, velocità e personalizzazione assumono un peso maggiore.
È in questo equilibrio che IO-300 può trovare spazio all’interno di un reparto produttivo già strutturato.
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Un’offerta più ampia rende inevitabilmente più complessa la scelta.
Non esiste una tecnologia migliore in assoluto, ma quella più adatta a ciò che un’azienda deve produrre. Materiali, volumi, frequenza delle commesse, tempi, costi operativi e organizzazione interna incidono spesso più della singola specifica tecnica.
È da qui che parte il lavoro di Colorcopy Large Format.
Prima di scegliere una macchina, analizziamo cosa deve produrre l’azienda, su quali materiali, con quali volumi e quali lavorazioni potrebbero diventare più efficienti se gestite internamente.
Solo dopo ha senso confrontare le tecnologie e individuare la configurazione più coerente.
Le novità Roland DG del 2026 aprono possibilità diverse: il punto non è conoscerle tutte, ma capire quali possono generare valore concreto nella propria produzione.
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